DUE SECOLI DI STORIA DELLA ANTICA FARMACIA ALLA MADONNA DI THIENE
DUE SECOLI DI STORIA DELLA ANTICA FARMACIA ALLA MADONNA DI THIENE
La Serenissima Repubblica Veneta.
Thiene, cittadina sorta forse attorno ad un castrum romano e il cui nome proviene probabilmente dal latino da un nome del tipo "Domus Tilliena", da libero Comune nel XI secolo, era passata con alterne vicende sotto gli Ezzelino, i Cangrande della Scala, i Visconti.
Leggiamo nella Storia di Thiene che dopo il 28 aprile 1404, quando vi era stata la dedizione di Vicenza alla Repubblica Veneta, Thiene costituiva un Vicariato. Il Vicario era una sorta di giudice civile di primo grado incaricato di esercitare la giustizia nel distretto di sua competenza. L'istituzione ha origine nel periodo della dominazione scaligera ed era stata mantenuta dalla Serenissima. Oltre ad esso aveva importanza la Vicinia ossia l'assemblea dei capifamiglia.
Per la sua fedeltà alla Serenissima nelle battaglie che contraddistinsero i primi secoli di vita della Repubblica, Thiene aveva ottenuto nel 1492 dal Doge Agostino Barbarigo l'esenzione da dazi dell'antico mercato. Dalla metà del '500 alla fine del '700 la Serenissima garantì alla città quella tranquillità che permise a molteplici attività di fiorire, tra cui il commercio, la produzione della Lana e della Seta. Questa tranquillità era rotta solo dal conflitto, sorto dal 1469 e durato fino al 1790, tra gli estimati (chiamati così in virtù delle imposizioni fiscali descritte nei registri dell'estimo di Vicenza) o popolani grassi e i popolari o poveri, sulla divisione in base all'estimo o in base ai fuochi (capifamiglia) dei proventi del comune. Queste lotte fecero trasferire molte ricche famiglie di estimati a Vicenza.
Nella Serenissima per diventare Maestro dell'Arte degli speziali si doveva seguire lunghi tirocini e severi esami a cura delle Fraglie o Collegi degli stessi speziali, istituite nelle principali città. Nel Vicentino dominava il Collegio Medico-Chirurgico di Vicenza. La Repubblica promulgò la prima Farmacopea Veneta nel 1617 e l'ultimo Codice farmaceutico nel 1790.
Il Cinquecento
Scrive il Mantese che dalle origini la preparazione dei medicinali spettava ai Medici, quindi quando nel 1562 (14 marzo) il Collegio dei Medici della città di Vicenza, previsto dagli statuti della scritti nel 1555 e approvati dal Doge nel 1561 (28 novembre), emanò il proprio Statuto, incluse il controllo su qualsiasi atto attinente all'arte Medica, anche nei riguardi degli Speziali. Disposizioni verso di essi vennero emesse nel 1565 (30 maggio) e nel 1598 (12 marzo). Era il Collegio che aveva facoltà di rilasciare licenze di esercizio per le aromatorie e, più tardi, di fare visite di controllo alle stesse. Durante il secolo XVI gli speziali si raccolsero in Fraglie o Frataglie per meglio sostenere i propri interessi anche nei riguardi del Collegio.
Nel 1543 alcuni spiciali di Thiene fecero una supplica al Capitanio di Vicenza per poter "andare a vendere specie sopra li loro Mercati nonostante il Capitolo n.X della Matricola degli Speciali di quella Città" e " che tener potessero nelle Botteghe loro etiam altre sorte di Merce insieme con le Specie nonostante il Capitolo XIII".
La Fraglia degli Spiciali fece opposizione: "Bortolamio da Trento Gastaldo della detta Frataglia instante che dovessero esser confirmati & osservati li Capitoli loro & servato il consueto & ben confermato tutto quello che occorre in tal materia". Il 19 febbraio dello stesso anno le autorità diedero l'assenso purchè entrassero a far parte della Fraglia pagando la dovuta quota di iscrizione (probabilmente molto cara).
Si ha notizia solo di tre spezierie o aromatorie a Thiene nel Cinquecento:
1.Bartolomeo Ferracini almeno dal 1543, passata prima del 1580 al figlio Francesco. Si trattava di una antica famiglia di calderai. Francesco Ferracini aromatario venne eletto nel 1580 (6 agosto) "asistente" alla "fabrica Tezoni (capannoni) da salnitro" fatta costruire dalla Serenissima per ottenere il nitrato di potassa da utilizzare per la polvere da archibugio e per i cannoni.
2.Zane, F.co Amator spizziali di cui si ha notizia nel 1570.
3.Antonij Spicialis fili Jacobi Amatoris di cui si ha notizia sempre nel 1570.
Di aromatari di nome Amatori non si ha più traccia in seguito cosicchè lo
Scudella suggerisce che, come era costume, i lori figli siano divenuti medici ed abbiano lasciato la spezieria. Risultano infatti medici Amatori e Ferazini nel secolo successivo. Quella degli Amatori doveva essere una famiglia ben inserita perché era un Amatori quel Girolamo che nella celebre Vicinia (riunione dei capifamiglia) del 1 Marzo 1492 aveva proposto l'istituzione di un Mercato, quale rimedio per alleviare i mali di una violenta carestia. Il Mercato fu poi concesso dal Doge Agostino Barbarigo il 6 ottobre 1492.
Nel 1557 (27 ottobre) Thiene aveva 2222 abitanti ma l'intero Vicariato ne contava 11865.
Il Seicento
Le spezierie a Thiene nel seicento risultano quattro:
1.Ferracini Bartolomeo passata da Francesco a Giuseppe (che fu anche notaio) e, a metà secolo, ad Ottavio.
2.Ferracini Giò Batta. Giobatta Vincenzo, medico-fisico laureato, era figlio del notaio Girolamo, a sua volta figlio del Giuseppe sopracitato e si era sposato con Lucia, la figlia del celebre medico Antonio Antonij. La spezieria era già aperta nel 1676.
3.Scarello Scarelli. Scarello di Pianezze di Marostica, sposatosi nel 1658 con Chiara Diana, anch'essa figlia del celebre medico fisico Antonio Antonij, aprì una spezieria che risulta già attiva nel 1661 in contrà della Piazza. Poi essa passò a Fulvio Scarelli del quale risulta nel 1691.
4.Giovanni Menegatti Nata nel 1615 come una società col conte Scipione Pajello, poi dal 1616 al 1618 in società con Nicolò Franzani. Il Menegatti appare anche in seguito. Dopo l'epidemia di peste del 1630-1631, che fece 700 morti su una popolazione di 3000 abitanti (forse anche il farmacista), passò in gestione a Jseppo Brunello che era stato uno dei 4 provveditori sopra alla sanità del Vicario del territorio thienese Conte Paolo Porto durante l'epidemia. Poi Giuseppe Brunello si trasferì a Vicenza (nel 1644 è esercente della spezieria al Carro) e la spezieria passò ai Boncecho dei quali è già nel 1638. Secondo lo Scudella Pietro Boncecho è spesso citato in atti tra il 1650 e il 1655. Poi Girolamo, medico-fisico continuò la professione fino al 1671. Pochi anni prima aveva acquistato la casa dagli eredi Franzani.
Il Settecento
Il 25 novembre 1716 dal verbale di visita delle spezierie a cura della commissione del collegio medico-Chirurgico di Vicenza erano cinque le spezierie mediche esistenti a Thiene:
1. Giuseppe Antonio Ferracini (erede di Bartolomeo)
2. eredi Giò Batta Ferracini (all'insegna di S. Marco)
3. Fulvio Scarelli
4. Giuseppe Bonceco
5.Jseppo Dal Santo (poi Dalla Vecchia).
La commissione che visitò la spezieria di Boncecco relazionò che "da lungo tempo ha dissistito da vender medicinali di qualunque sorte, onde ha detto D. Jseppo rinonciato, et rinoncia ad ogni sorte d'utili provenienti dalla medesima…". Quindi le farmacie attive erano quattro.
Nel Pedelista (anagrafe) del 1730 risultano spiciali:
1. Iseppo Berti. Speziale appresso la Loggia dal 1704 almeno
2. Nicola Toaglia ("vende spicierie")
3.Bastian Feretto q.G.Batta. Risulta un Ferretto medico nella seconda metà del secolo.
4. Iseppo Boncecho ("spiciale povero")
5.Giobatta Frat.li Dal Santo
I Ferracini risultano benestanti. Iseppo Scalcerle-Fogò (che incontreremo più avanti) risulta avere un casolin. Iseppo Boncecho, anziano, forse aveva ceduto la spezieria.
Dato che il Pedelista non fa distinzione fra spiceria medicinale o meno e che alcuni, come i Ferracini, sono indicati come benestanti e non col loro mestiere o senza altre specifiche, è difficile dire se i nuovi nomi che qui appaiono (Berti, Toaglia, Feretto) fossero i nuovi gestori cui i Ferracini o gli Scarelli avevano ceduto l'attività o i gestori di altre spezierie non medicinali. Però dopo il 1716 i nomi dei Ferracini e degli Scarelli non compaiono più tra gli speziali. Lo Scarelli in particolare risulta più tardi trasferito a Vicenza alla spezieria del Carro.
Sempre nel 1730 troviamo traccia anche della spezieria di Antonio Pedrazza, figlio o fratello forse del medico Bonifacio Pedrazza. Non è chiaro se essa sostituisse una di quelle esistenti. Uno dei figli di Giovanni Pedrazza, calderaio giunto a Thiene ai primi del seicento, si era trasferito a Zanè per esercitare la professione di medico-fisico. Il figlio di questi, Antonio ritornò a Thiene come speziale.
Nel 1789 nell'elenco degli speziali medicinali cui è stata inviata la Tabella dei medicinali Semplici e Composti da parte del Collegio Medico-Chirurgico compaiono:
1. Gio Batta Branco. Si trova citato in vari atti notarili dal 1777 al 1794.
2.Giovanni Pedrazza. La spezieria è poi passata ad una società con Giacinto Zanadio (1793-1805) e infine è stata affittata nel 1805 ai Ciscato padre e figlio.
3.Antonio Girardo Dal Maso. Si trova citato in vari atti notarili dal 1778 fino al 1812.
4.Francesco Dalla Vecchia. Questi aveva acquistato la farmacia del Dal Santo di cui era stato socio.
Nel Pedelista (anagrafe territoriale) dello stesso anno 1789 troviamo identificati come spiciali Agostino Branco, Andrea Pedrazza, Antonio Dal Maso, Francesco Dalla Vecchia e, in più, Giacomo Miollo (Miola). Le differenze nei nomi possono essere dovute al fatto che nel Pedelista compare solo il capofamiglia. Tovaglia, la cui spezieria è citata ancora in un atto del 1770, non ha la professione segnata: forse aveva ceduto l'attività.
Andrea Pedrazza è uno dei promotori del Privilegio che Thiene ha avuto dalla Serenissima di avviare l'industria dei “panni d'Olanda”, firmatario della supplica al Doge del 16 gennaio 1767 e ai deputati della città di Vicenza del 1768. Esso fu uno dei promotori dell'industria laniera Thienese, forse per questo aveva fatto una società per gestire la spezieria alla quale forse non aveva più tempo di dedicarsi.
Scarcerle nel Pedelista appare come "bottega, negozio canape, fabbrica panni". Elena Mioli, vedova di Giuseppe Scarcerle e madre del già citato Anton Maria Scalcerle Fogò, aveva affittato dal 1765 il negozio di spezzeria e drogheria a Pietro Lorenzetti che non appare nel Pedelista. Forse il Giacomo Miollo ivi citato come spiciale era invece un Miola e aveva una spiceria non medicinale. Nel 1797 in Contrà S.M.Maddalena risulta una speciaria di Marco Castelli.
PIERANTONIO CINZANO E FRANCESCO CINZANO
Alcune immagini della Farmacia alla Madonna di Thiene nelle varie epoche