DUE SECOLI DI STORIA DELLA ANTICA FARMACIA ALLA MADONNA DI THIENE

 
 


La Farmacia alla Madonna sotto l'Impero Austriaco


Dopo la sconfitta a Lipsia i francesi lasciarono il Veneto e il 5 Novembre 1813 gli austriaci entrarono a Vicenza. Con il Congresso di Vienna il Veneto passò all'Impero Asburgico. La provincia di Vicenza venne aggregata al nuovo regno Lombardo-Veneto dipendente da un governo centrale con sede a Venezia che a sua volta dipendeva direttamente dall'imperatore e da Vienna. Thiene e limitrofi costituirono uno dei 13 distretti della provincia. L'Austria aderì alle proteste dei thienesi per i nuovi mercati istituiti dai francesi in alcuni paesi circostanti, e li abolì quasi subito.

Sotto l'Austria tuttavia l'esercizio della farmacia era disciplinato dalla legislazione austriaca, notoriamente ben fatta, che intelligentemente aveva rispettato le prerogative acquisite dai farmacisti nel tempo dalla Repubblica di Venezia e che resterà tale fino al 1866 con l'annessione del Veneto all'Italia.

Per sommi capi le regole erano:

  1. -  l'esercizio della farmacia è personale

  2. -  può esistere una sede ogni 5000 abitanti

  3. -  la tariffa dei medicamenti è uguale in tutto lo stato, stabilita in una farmacopea ufficiale. La farmacopea austriaca, resa obbligatoria l'8 settembre 1818 e successive (es. 6 giugno 1819), rimase in in pratica sul banco delle farmacia fino alla pubblicazione della prima farmacopea italiana del 1892.

  4. -  l'esercizio della farmacia può essere continuato dalla vedova con la direzione di un istitore (direttore)

  5. -  sono fatti salvi i diritti acquisiti, con la trasmissione di padre in figlio e la vendita per le farmacie esistenti prima del 1835.


Luigi Negro, farmacista di Carmignano di Brenta e quintavolo dell’attuale titolare, si era stabilito a Thiene tra il 1815 e il 1830 perchè la sorella Apollonia aveva sposato Arcangelo Ciscato (senior), probabilmente il più giovane dei due Ciscato farmacisti che nel 1805 avevano affittato la spezieria dei Pedrazza (vedi cap. precedente). Arcangelo senior morì giovane, forse poco prima della nascita del figlio Arcangelo junior, il 7 settembre 1817, come sembrerebbe testimoniare il nome del piccolo uguale a quello del padre. Non si sa se ciò accadde a causa dell'epidemia di tifo petecchiale di quell’anno o dei moti filo-francesi a cui egli di certo partecipava. Luigi Negro venne a Thiene per assistere la sorella e il nipote in questa luttuosa occasione, assieme all'altro fratello Antonio e alla sorella Margherita (un'altra si chiamava Teresa). E qui aveva aperto una spezieria non medicinale.


Nel 1822 Francesco Campanaro chiuse la Spezieria all'insegna della Madonna e ne trasportò altrove i macchinari. Luigi Negro, farmacista abile nella professione e negli affari, ottenne dal Regio Governo la possibilità di subentrare. Dopo il 1835 Francesco Campanaro si accorse di come chiudendo la spezieria aveva rinunciato non tanto ad un attività commerciale forse per lui non redditizia ma a quella che oggi chiameremmo "licenza" o "sede farmaceutica" che costituiva date le leggi dell'impero austriaco un bene prezioso, tentò di fare ricorso ma ovviamente senza successo.


Il nipote Arcangelo Ciscato aiutò lo zio nella conduzione della spezieria fin dal 1830. Nel 1850 ottenne il titolo di Farmaceutices Magistrum alla facoltà Medico-Chirurgica-Farmaceutices dell'Università di Padova. Nel 1858 ebbe da Vittoria Mioli il figlio Antonio. Non è chiaro se essa fosse parente di quella Elena Mioli, vedova di Giuseppe Scalcerle, proprietaria un secolo prima della spezieria in via S. Maria Maddalena.


Le vicissitudini seguite alle invasioni, la accresciuta difficoltà di aprire una farmacia dopo il decreto di Napoleone e le leggi austriache, tra cui il fatto che le farmacie in sovrannumero a Thiene dovevano andare ad esaurimento, ebbero senz'altro un qualche effetto sulle farmacie perchè nel 1838 troviamo elencate a Thiene solo 4 farmacie:

  1. 1.Luigi Negro, all'insegna della Madonna.

  2. 2.Francesco Dalla Vecchia, all'insegna del Redentore. Nel 1868 subentrò  Pietro Zanini.

  3. 3.Andrea Ghiro. Non sono chiare le sorti successive di questa farmacia.

  4. 4.Anna Franceschi Longhi, all'insegna dei 3 gigli. Essa era la vedova di

Francesco Isidoro Franceschi il quale la dirigeva almeno dal 1822. Ad esso are stata affittata da Elena Mioli, la vedova dello Scalcerle. Da una lettera testamentaria di Luigi Negro sembrerebbe che egli possedesse i diritti di questa spezieria dopo il 1850, forse portati in dote dalla nuora Vittoria Mioli, e che l’abbia affittata a Bortolo Vanzetti, insigne professore universitario di chimica farmaceutica a Padova. Di tale spezieria non v'è traccia negli atti di successione del 1878, anno della sua morte, il che lascerebbe pensare che sia stata poi venduta al Vanzetti.

 

PIERANTONIO CINZANO E FRANCESCO CINZANO

Alcune immagini della Farmacia alla Madonna di Thiene nelle varie epoche